
L' housing
sociale di
Alemanno fa
crescere i metri
cubi del piano
regolatore e
distrugge pezzi
importanti di
agro romano
protetto.
Case popolari?
Roba superata.
Ora le chiamano
Housing sociale.
Il termine
inglese sarebbe
un programma
sperimentale per
costruire
alloggi a canone
sociale o da
vendere a prezzo
convenzionato.
" Dobbiamo dare
risposte alle
giovani coppie
innanzitutto, al
ceto medio che
ha difficoltà a
pagare il mutuo
e l'affitto e
dobbiamo dare
risposte anche
ai nuovi
cittadini di
Roma. Metteremo
in campo almeno
25 mila alloggi
popolari
recuperando
nuove aree da
destinare
all'edilizia
pubblica", dice
Alemanno, che
risponde alla
richiesta del
costruttore
Caltagirone di
realizzare nuovi
alloggi nella
capitale anche
per gli
immigrati.
Per rispondere
alla domanda di
case non serve
cementificare
centinaia di
ettari della
campagna romana,
ma serve
piuttosto
mettere in campo
il patrimonio
pubblico,
demolire e
ricostruire
vecchi quartieri
pubblici
degradati,
intervenire
sull'enorme
quantità di case
esistenti (150
mila) non
abitate o da
anni in
costruzione per
renderle
accessibili agli
affitti.
Per costruire i
nuovi 25.000
appartamenti -
quasi 9 milioni
di nuovi metri
cubi - previsti
Alemanno servono
ben 750 ettari
di nuovo suolo
da consumare,
una quantità di
territorio pari
a quasi 4 volte
Villa Pamphili.