C’è
una domanda, in tema di gestione dei rifiuti, che ad oggi
non ha trovato una risposta esauriente:
perché la raccolta
differenziata nel Lazio è a livelli inferiori addirittura
alla Regione Campania?
Tale incredibile anomalia ha spinto anche l’autorevole
quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” ad ipotizzare che nel
ritardo della differenziata nel Lazio una qualche
responsabilità il signor Cerroni la dovrà pur avere.
Per comprendere il ruolo del signor Cerroni nel fallimento
di ogni tentativo di raccolta differenziata a Roma e nel
Lazio pubblichiamo “in
esclusiva” ampi stralci di una sua “storica”
lettera del 30 marzo 1976 al Sindaco di Roma.
“Come è noto alla Signoria
Vostra, le sottoscritte Società S.A.R.R. – So.R.A.In. e
CECCHINI dal luglio 1973 sono impegnate a smaltire i rifiuti
rispettivamente dei Settori Nord, Est e Sud per un
tonnellaggio di circa 600.000 Tonn/anno, pari a ¾ dei
rifiuti solidi urbani della Città di Roma.
Il sistema di smaltimento utilizzato è quello del
riciclaggio. Esso
consente (a parte tutti gli aspetti positivi sulla validità
e sulla necessità della riutilizzazione di risorse naturali
che altrimenti andrebbero disperse) all’Amministrazione
comunale, oltre che la soluzione razionale di un problema
(che a quanto ci risulta nessuna città al mondo ha
definitivamente risolto) notevoli economie.
….. A questo punto si deve dire chiaramente che per
assicurare il mantenimento delle favorevoli situazioni
determinatosi a Roma nello smaltimento dei rifiuti urbani,
l’Amministrazione comunale dovrà tenere nella dovuta
considerazione le nostre imprescindibili esigenze che
nell’ordine sono:
1. …..
2. Necessità che i normali
prodotti contenuti nelle immondizie, quali carta, parti
edibili, non vengano preventivamente “selezionati” dalle
persone addette al servizio perché essi rappresentano una
parte notevole del corrispettivo del servizio. Questo
negativo fenomeno particolarmente accentuato in questi
ultimi tempi, è stato più volte rappresentato verbalmente e
per iscritto al servizio di N.U.
3. …..
Per concludere, abbiamo il dovere di rappresentare alla Sua
sensibilità politica ed amministrativa che, ove non
venissero soddisfatte e subito le nostre legittime
richieste, non potremo in alcun modo garantire la regolare
continuità del servizio, con tutte le conseguenze facilmente
prevedibili.”
L’incredibile lettera al Sindaco di Roma contiene due dei
temi continuamente ripetuti dal Signor Cerroni:
- la storiella che
il Comune di Roma ha usufruito da sempre di tariffe
agevolate per lo smaltimento dei rifiuti;
- la minaccia
sulle possibili conseguenze dell’interruzione del servizio
della discarica di Malagrotta.
Dalla missiva emerge in maniera
grave la responsabilità del
signor Cerroni che impone al Comune di Roma di non
effettuare alcuna selezione preventiva dei prodotti
contenuti nelle immondizie “perché essi
rappresentano una parte notevole del corrispettivo del
servizio” (tradotto: del guadagno del signor Cerroni).
Ancora più grave l’affermazione successiva: “Questo negativo
fenomeno particolarmente accentuato in questi ultimi tempi,
è stato più volte rappresentato verbalmente e per iscritto
al servizio di N.U.”
In definitiva, il signor
Cerroni ha sempre guadagnato due volte sui rifiuti:
- la prima per la gestione dello smaltimento dei rifiuti;
- la seconda per la vendita dei prodotti riciclati (carta,
plastica, ferro, ecc.).
Gli anni passano,
ma la reverenza della classe politica romana è sempre la
stessa.
Non a caso il Sindaco
Alemanno ha già preparato la famosa ordinanza dal
titolo: “Che nessuno tocchi
i rifiuti di Cerroni”