Malagrotta,rifiuti
speciali condannato gestore
Un anno di reclusione
per Francesco Rando responsabile della Giovi srl
«La discarica di Malagrotta
è una "zona franca" per l´inosservanza di leggi italiane
e comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti...».
È l´accusa lanciata dal pubblico ministero Giuseppe
Corasaniti che ha chiesto due anni di carcere per
Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, la
società che gestisce la maxi-discarica capitolina. Ieri
il giudice del tribunale monocratico Francesco Patrone
gli ha dato ragione ma ha accolto a metà l´istanza della
procura.
Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, infatti,
è stato condannato a un anno di reclusione a 15mila euro
di ammenda e al risarcimento, per i danni patrimoniali e
morali, da liquidare in separata sede alle parti civili
(Verdi ambiente e società, due comitati di cittadini di
Malagrotta e Wwf ). Non avranno nulla invece Regione,
Provincia e Comune che avevano rinunciato a presentarsi
come «parti lese» nel processo.
Rando è stato ritenuto responsabile della violazione dei
decreti legislativi 22/97 e 36/2003, in quanto nella
discarica di Malagrotta sono stati smaltiti «senza
alcuna autorizzazione rifiuti pericolosi derivanti dal
trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi
conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004». Inoltre Rando è
accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure
di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza
che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica
degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche
stato produttore».
Soddisfatto l´avvocato di parte civile, Francesca
Fragale, che ha definito «esemplare» la pena inflitta a
Rando ed ha annunciato la preparazione di un dossier per
sollecitare la magistratura a verificare se alcune morti
avvenute nelle vicinanze della discarica possano essere
in qualche modo ricondotte al tipo di inquinamento
contestato al responsabile della discarica. La sentenza
verrà invece impugnata dai difensori di Rando, gli
avvocati Franco Giampietro e Fabio Anile. «Un precedente
procedimento - obiettano - aveva già stabilito che
l´attività svolta da Rando era autorizzata sin dal
dicembre 2002».