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ROMA XVI per la costituente di Sinistra |
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Rivoluzione ! !
Leggendo la relazione di Panuccio sul tema ambiente discusso a Chianciano, mi sono soffermato sul seguente punto :
" E’ comunque un grave limite che anche dove la sinistra è presente nelle istituzioni locali- come nel caso di Roma, "soprattutto negli ultimi anni, ci si è mossi in una logica di amministrazione della città schiacciata sugli interessi dei poteri forti e sulla forza del sindaco. E’ mancata un’idea dello sviluppo della città, delle forze e dei soggetti sociali a cui dare voce e rappresentanza: da qui, è stato poi inevitabile accodarsi alle richieste e ai desiderata di chi ha potere e soldi. E’ quanto è avvenuto, in modo lampante, in campo urbanistico."
Bene, io credo che noi dobbiamo fare molta attenzione affinché questo tipo di approccio non continui ad essere quello prevalente. Le decisioni che hanno prodotto lo sfacelo urbanistico a Roma non sono dipese dal sindaco o perlomeno non solo da lui. Così come non ci si sveglia una mattina e si decide di operare solo per il bene comune e nell’interesse dei cittadini, altrettanto non è che di colpo si decide di perseguire un modello di sviluppo a favore di chi ha il potere ed i soldi. Questi tipo di approccio viene da lontano : giorno dopo giorno si radica nel modo di fare e finisce per essere un elemento distintivo della cultura che al giorno d’oggi è quella prevalente. E non è un’esagerazione nell’attribuire l’origine di questo fuorviante processo democratico al momento in cui si prendono le decisioni circa la classe dirigente che deve guidare il movimento. Nell’istante in cui in una persona scatta la sfida per arrivare ad un posto di guida, facilmente scatta anche la sfida per arrivare ad un posto di potere. Difficilmente la posizione di rilievo viene vissuta come una vera e propria ‘Mission’ . Se così fosse, è molto probabile che nessuno si farebbe avanti e sarebbe solo la base ad individuare la persona più adatta a ricoprire certe posizioni. Nei dibattiti che hanno contraddistinto questa fase politica, nel cercare anche di spiegare la debacle elettorale, la parola più utilizzata è stata rinnovamento. A parer mio, attualmente non ci può essere rinnovamento se non c’è una RIVOLUZIONE. Altrimenti continuiamo solo a riempirci la bocca di questa parola e di altre simili. Ovviamente non mi riferisco alla rivoluzione armata di piazza, ma ad una completa e diversa modalità di approccio nella gestione politica ed amministrativa di un movimento che aspira ad essere una forza politica di governo. Personalmente non ho mai visto fare una rivoluzione dagli stessi che già detengono il potere. Sarebbe un ‘non-senso’. La rivoluzione è fatta e portata avanti dalla gente che non è stata mai nella stanza dei bottoni. Esempio : iniziare a "tessere le tele" anticipatamente prima dell’elezione di una carica, ad esempio cittadina, fa parte della vecchia politica e se nel nostro movimento questo avvenisse, non potremmo parlare di rinnovamento. Ripeto e sottolineo : aspirare ad una carica politica significa che si vuole raggiungere un posto di potere. Noi abbiamo l’opportunità ed il dovere di cambiare questo tipo di approccio. La classe dirigente che ha portato avanti il movimento dal 5 maggio 2007 ad oggi si deve fare da parte, non perché ha operato male, anzi sinceramente ritengo abbia fatto un eccellente lavoro, ne è prova l’interesse che suscita il movimento. Ma dobbiamo voltare pagina e umanamente e tecnicamente è impossibile farlo con le medesime persone. Le quali non devono sentirsi escluse, ma devono continuare a fornire il loro determinante e importantissimo contributo allo stesso modo con cui operiamo noi, mossi esclusivamente dalla passione, che operano solo allo scopo di far crescere il movimento e senza alcun obiettivo di ‘potere’ , e soprattutto fuori dalle "stanze decisionali". E’ ovvio che in questo modo il conto iniziale sarà salato, ma la vera politica più che all’oggi, deve guardare al domani, non è un caso infatti che si parli di modello di sviluppo, altrimenti si limiterebbe semplicemente a fare della ordinaria amministrazione e questa è una delle gravi lacune della politica italiana. Nell’o.d.g. proposto dal municipio16° si sono lanciati diversi segnali in questa direzione, ma ho avuto l’impressione che di tutti i punti sia stata colto solo l’indicazione di perplessità sulla proposta del ticket uomo-donna. Senza entrare nel merito della questione, non voglio pensare minimamente ad una strumentalizzazione del tipo : se sei a favore del ticket significa che sei contro un candidato ipotetico, se invece sei contrario al ticket significa che sei a favore di quel candidato. Se così fosse, sarebbe veramente devastante oltre che squallido. Noi dobbiamo evitare ogni tipo di approccio che non sia quello di esercitare fino in fondo e in tutto e per tutto una democrazia veramente partecipata, dove è la base a proporre ed individuare i candidati alle guida del movimento, senza farsi prendere da alcun tipo di timore, ma avere anzi il coraggio di rischiare con persone che non hanno bisogno di rimuovere nulla del passato. D. Villani
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