"Gassificatore, fra pochi giorni si riapre"
L´annuncio del proprietario di Malagrotta. Ma è
scontro sui livelli di diossina
(13 novembre 2008)
Tra qualche
giorno riapriremo il gassificatore». Manlio Cerroni, che
ieri ha accolto la stampa nel suo complesso di
Malagrotta 2 per una visita guidata, è sicuro. «L´impianto
antincendio è a norma - ripete ai giornalisti - Per la
fase del pre-esercizio, iniziata nell´agosto scorso,
abbiamo adempiuto a tutti i passaggi previsti dalla
legge. Per l´attivazione definitiva, il 3 novembre
scorso abbiamo presentato la documentazione al ministero
dell´Interno e ai Vigili del Fuoco. Ora i Vigili del
Fuoco hanno il dovere e l´obbligo di rilasciare il
certificato di idoneità per consentirci l´apertura».
Sul futuro della discarica, Cerroni fa sapere che
Malagrotta può smaltire ancora per due, tre anni, mentre
per lotti procederà l´attività di capping, cioè la
copertura definitiva che permetterà di trasformare la
discarica in parco. Ma lui è già pronto ad aprire un
altro sito ai Monti dell´Ortaccio, dove c´è l´invaso
creato dai prelievi degli inerti per la ricopertura di
Malagrotta.
Quando sarà a regime con il funzionamento di entrambe le
linee, il gassificatore produrrà 36 mila megawatt l´ora,
una quantità di energia elettrica in grado di illuminare
almeno diecimila famiglie, considerando che l´allaccio
per un nucleo familiare è di 3 kilowatt. Secondo gli
ingegneri della Sorain Cecchini Tecno, che hanno
realizzato l´impianto, l´emissione della diossina è
infinitesimale, anzi, per usare le parole di Alberto
Carrera, tecnico progettista, «al di sotto della soglia
rilevabile dalla strumentazione, che è pari a 0,00079
nanogrammi per normal metro cubo». Per usare le parole
di Cerroni: «La diossina è lo 0,00, anzi, io quando
voglio respirare un po´ di aria pulita vado via da Roma
e vengo qui a Malagrotta».
Il gassificatore trasforma in gas il cdr, il
combustibile da rifiuti ricavato dal trattamento
dell´immondizia indifferenziata nell´impianto attiguo.
La trasformazione avviene ad una elevatissima
temperatura, che va da 1600 gradi sul fondo del reattore
a 1200 sugli strati superficiali. «L´abbassamento
repentino di temperatura da 1200 a 90 gradi - spiega
Carrera - impedisce la formazione di diossina».
Attraverso le condutture il gas arriva poi alla centrale
elettrica dove sotto l´azione delle turbine diventa
energia che viene immessa nel sistema di elettricità
pubblica.
Gli attivisti
della Rete regionale rifiuti, però, che ieri non sono
stati ammessi alla visita guidata, la pensano
diversamente. «La diossina complessivamente prodotta dal
gassificatore di Malagrotta sarà pari ad almeno 313
mg/anno - sostengono in un comunicato - L´impianto
produrrà circa 40 tonnellate al giorno di granulati
metallico e minerale il cui utilizzo a tutt´oggi non è
definito. Forse queste scorie saranno smaltite nell´area
"Testa di Cane", sempre a Malagrotta?».
Ancora. «Il gassificatore necessita per funzionare di
1000 metri cubi di acqua al giorno. Dopo il suo
trattamento e recupero restano da reintegrare 40 metri
cubi al giorno di acqua e da smaltire circa 30
tonnellate al giorno fra fanghi, zolfo e sale
industriale classificati come rifiuti speciali perché
contengono diossine e metalli pesanti, da smaltire in
discariche speciali. Quali? Si prevede anche per queste
scorie lo smaltimento a Testa di Cane?».