Un soggetto politico,
non un circolo culturale
Cla
udio
Fava, coordinatore di Sinistra democratica, ci
racconta motivazioni, aspirazioni e tappe
ufficiali che animano questo nuovo progetto, che
oggi presenta un documento -"Costruire la
Sinistra: il tempo è adesso"- base di un'
associazione politica. La società attuale
registra un crescente dinamismo e, allora, una
sinistra che se ne faccia portavoce appare
indispensabile. Ben sapendo che viste le
prossime scadenze elettorali (su tutte la
tornata per l'Europa), ci sarà bisogno di non
riproporre il vecchio schema del cartello
elettorale stile Sinistra arcobaleno, ma
qualcosa che sia propedeutico ad una nuova
soggettività, anche partitica. Ma questo va
deciso insieme e con l'apporto della società
civile, che resta a suo dire il protagonista
principe dell'iniziativa.
Oggi viene
presentato il documento "Costruire la Sinistra:
il tempo è adesso" che è base dell'associazione
politica. Una nuova ripartenza della sinistra a
sinistra del Pd?
Si, perché c'è bisogno di investire una
grande generosità per non riproporre procedure
stanche e sgradevoli già bocciate in passato
dalla nostra gente e dagli elettori, cercando
invece di inventare un nuovo modo di fare
sinistra.
E come si
rende possibile questo nuovo modo di fare
sinistra?
Soprattutto evitando di affidare un
progetto politico ad una enclave di gruppi
dirigenti, scegliendo al contrario di rendere
protagonista la società civile, la sinistra
diffusa, la quale, insieme alla politica di
impianto più tradizionale, possa animare questo
percorso politico.
Dal punto
di vista concreto cosa farete per garantire un
maggior protagonismo dal basso?
Il 13 dicembre lanceremo la nostra
assemblea costituente e da quel momento partirà
una grande consultazione che servirà non
soltanto a confermare ciò che proporremo, cioè
nome e simbolo di questa associazione politica,
ma a dar vita a una sorta di primarie delle
idee, che sono un modo per fabbricare un
progetto politico che non nasca nel concistoro
tra segretari ma sia condiviso, aperto,
allargato. La formazione dei gruppi dirigenti,
le scadenze elettorali, l'identificazione e la
selezione delle candidature: tutto deve essere
frutto di un percorso democratico e partecipato.
La sinistra deve tornare ad essere un concetto
inclusivo, altrimenti il corpo sociale, oggi più
che mai protagonista, continuerà a non
accorgersi della nostra presenza.
Il corpo
sociale che è sempre più protagonista, sempre
più in fermento. Quanto ha contribuito questo
dato alla nascita della vostra iniziativa?
Molto. Il clima sociale, che è cambiato
indipendentemente da Obama, al contrario di
quanto sostenga Veltroni, ha fatto crescere
l'urgenza di dare corpo e senso anche politico a
questo attivismo della società.
Sotto le
braci di questa associazione politica cova il
fuoco di un nuovo partito?
Il partito, come soggetto e entità
generale, deve rivedere forme, regole,
tradizione. Bisogna infatti immaginare modalità
di partecipazione alla politica che siano un po'
più leggere, capillari e coinvolgenti. Ed
occorre soprattutto che siano decise insieme.
Quindi qual
è lo scopo che vi proponete?
La certezza è che vogliamo dar vita ad
un soggetto politico, quali saranno le forme che
assumerà lo decideremo insieme. Ribadisco che
non si tratta di un circolo di cultura o di
discussione, è un soggetto politico che vuole
darsi rappresentanza istituzionale, che vuole
concorrere alla ricostruzione di un
centrosinistra nel paese, che vuole dare il suo
contributo per superare questo periodo di
egemonia culturale e politica del centrodestra,
reputandolo non come un risultato invitabile del
nostro destino.
Comunque è
un rilancio del tradizionale progetto della
costituente della sinistra?
Si è lo stesso progetto.
Nel futuro
prossimo però ci saranno le elezioni europee che
non possono che essere un banco di prova anche
per voi, soprattutto se doveste costituirvi in
partito...
E' inevitabile. Ma vorremmo arrivare a
questo banco di prova elettorale in modo diverso
da come ci si arrivò con Sinistra Arcobaleno.
Avresti
preferito che in questa iniziativa politica ci
fosse dentro tutta Rifondazione?
Lo avrei preferito ma patto di
condividere lo stesso orizzonte strategico che
non è quello dell'opposizione oggi per
l'opposizione domani, che non consiste nel
recupero identitario tout court. Perché la
necessità è conservare storie e identità ma per
costruire qualcosa di diverso e nuovo.
Non
l'opposizione per l'opposizione dunque. Quindi
l'aspirazione è quella di animare una sinistra
di governo e un nuovo centrosinistra?
Si. L'obiettivo è quello di creare una
sinistra che si ponga il problema di trasformare
questo paese e per farlo bisogna, certamente ed
anche, sapere governare. La sinistra non sta al
governo o alla opposizione per definizione, ma
si trova in un ruolo o nell'altro a seconda
della volontà dell'elettore. Noi vorremmo che i
nostri elettori ci dessero mandato per tornare a
governare il paese all'interno di una alleanza
di centrosinistra, che sia però diverso da ciò
che abbiamo conosciuto in questi anni.
Prossime
tappe ufficiali della neonata associazione?
Oggi la presentazione del documento
dell'associazione, poi il 13 dicembre ci sarà
una grande assemblea per la costituente che
lancerà anche una fase di consultazione ampia su
contenuti e non solo. L'appuntamento sarà
preceduto in queste settimane da una serie di
appuntamenti e momenti locali, perché
l'associazione cominci ad esistere e costruire
il percorso che poi porterà all'assemblea. Del
resto questo sta già accadendo nei territori,
nella realtà, nella società.
Marzia Bonacci
Aprile on line