Malagrotta,
"maglia nera" d'Italia
LŽEurispes: "È la più grande discarica dŽEuropa e
ormai è satura"
Dopo Pianura,
Malagrotta. LŽemergenza rifiuti si sta spostando come
unŽonda nera da Napoli a Roma. E la discarica alle porte
di Roma, la più grande dŽEuropa - 240 ettari pieni di
immondizia che arriva dalla Capitale ma anche da
Fiumicino, Ciampino e dalla Città del Vaticano, e che
appesta lŽaria e avvelena la terra - è diventata la
"maglia nera" del Belpaese. Lo sostiene il "Rapporto
Italia" dellŽEurispes i cui dati - in cui sono stati
fatti confluire anche quelli del progetto "RomaperKyoto"
sullŽaumento di emissioni di Co2 (più 17,8% in 12 anni)
- sono stati pubblicati nel giorno in cui il consiglio
dei ministri ha deciso una proroga tecnica del
commissariamento per i rifiuti nel Lazio. E in cui il
Corpo forestale dello Stato ha sequestrato i depuratori
delle acque reflue urbane nei Comuni di Monterotondo e
Mentana in seguito allŽinchiesta della procura di Tivoli
sugli scarichi nel suolo o sullo stoccaggio dei fanghi.
LŽIstituto di studi politici, economici e sociali
sottolinea come, nel 2003-2004, il conferimento di
rifiuti in discarica - ossia a Malagrotta, ché quelle di
Albano, Bracciano e Guidonia hanno un peso risibile - è
aumentato nel 6%: un valore superiore alla media
nazionale.
LŽincremento è oggettivo. È dovuto anche allŽaumento
delle confezioni (package) da parte dellŽindustria. E
sarebbe anche maggiore se la raccolta della
differenziata non avesse fatto registrare un virtuoso
aumento: dal 4,5% del 2001 al 20,7 dellŽanno scorso, con
lŽobiettivo del 30 entro la fine dellŽanno. «La
discarica di Malagrotta presto sarà satura, al ritmo
delle 4.500-5000 tonnellate di rifiuti che assorbe ogni
giorno» sostiene lŽindagine Eurispes. Che pone i gironi
infernali e mefitici alle porte di Massimina «fra le 18
aree nazionali a maggiore rischio».
Evidenziando tra i drammi ambientali «il danno da
percolato che, penetrato nel suolo, è arrivato sino alla
falda, inquinandola»; i «30mila metri cubi di biogas»
prodotti dagli scarti della città; e «le colline che,
sotto il peso dei rifiuti, ogni anno si abbassano di un
metro formando laghetti di acqua piovana».
La Regione ha
avuto la proroga a utilizzare Malagrotta fino a dicembre
ma il governatore (e commissario) Marrazzo ha dato
lŽautorizzazione solo fino a maggio, per far poi partire
il risanamento e la copertura delle montagne di veleni.
E lŽassessore regionale allŽAmbiente, Filiberto Zaratti,
se la prende con i ritardi nella costruzione degli
impianti che producono il "combustibile da rifiuti":
«Abbiamo termovalizzatori che bruciano 300mila
tonnellate di "cdr" lŽanno ma il combustibile fornito da
Roma è di sole 180mila tonnellate: così che trattiamo
quello delle altre regioni. Solo se si realizzano gli
impianti esistenti e progettati, potremo fronteggiare
lŽemergenza rifiuti».
Il dito è puntato contro i ritardi dellŽAma e di Cerroni
nella realizzazione degli impianti per la creazione di "cdr"
a Rocca Cencia (che ha iniziato a lavorare a inizio
2007), nella stessa Malagrotta (due strutture) e sulla
Salaria (che dovrebbe aprire entro lŽestate).